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APPROFONDIMENTI
La storia e la tecnica di lavorazione del Cammeo.
Con il termine Cammeo si indica la lavorazione che viene eseguita e non il materiale sul quale essa viene eseguita. Un Cammeo autentico è una scultura in rilievo fatto su di una sostanza che contiene diversi strati colorati. La scultura deve essere fatta a mano.
La storia del cammeo conduce a Torre del Greco, vivace cittadina affacciata sul Golfo di Napoli; infatti a partire dal 1850 e fino ai nostri giorni la storia del cammeo è stata ed è, soprattutto, la storia delle manifatture e degli artigiani torresi.
Le conchiglie particolarmente adatte per l'incisione a cammeo sono le conchiglie della famiglia Cassis Madagascarensis e Rufa, poiché la loro superficie, costituita da due strati di colore nettamente distinti, consente di isolare nitidamente dal fondo la figura a rilievo.
La prima fase della lavorazione del cammeo (lavorazione che a tutt’oggi si effettua
artigianalmente) consiste nella scelta della conchiglia da incidere, solo una conchiglia ben selezionata, infatti, consentirà all'incisore di disporre di un materiale valido,
consistente, di bella colorazione.
Scelta la conchiglia da incidere, si procede alla sua scoppatura, ossia al taglio della parte superiore e più convessa della conchiglia. Quest'operazione la si effettua con una sega a disco diamantato e raffreddamento ad acqua.
Successivamente si tracciano all'interno della coppa i contorni dei cammei da ricavare e si tagliano le parti superflue. Infine si conferisce ai pezzi di conchiglia la forma voluta. I pezzi ottenuti sono, poi, fissati su un fuso di legno con mastice a caldo composto da pece greca cera e scagliola.
A questa operazione segue l'abrasione della parte più esterna della conchiglia, in modo da lasciare in superficie lo strato chiaro da incidere. La conchiglia, dunque, fissata su fuso in legno, passa all'incisore che disegna sulla sua superficie il soggetto da riprodurre.
La scelta del soggetto va adeguata alle caratteristiche della conchiglia e alle
eventuali 'bozze', ossia sporgenze e incavi che la caratterizzano. Con bulini a
punta larga, poi, si abbozza l'immagine nei suoi volumi essenziali e
successivamente si continua ad incidere con bulini di vario taglio e grandezza; con i bulini più sottili, infine, si incidono i particolari delle figure in rilievo.
Una volta rifinito, il cammeo viene lucidato con pomici ed olio per rendere più levigata la superficie e poi lavato con acqua corrente e sapone. Compiute queste operazioni, lo si immerge nell'olio: è sottoposto a questo lavaggio per migliorarne l'aspetto. La sgrassatura è l'ultima operazione che viene compiuta: il cammeo finito viene lavato con acqua tiepida e sapone, quindi asciugato con un panno di lino bianco. |
Cammeo.
Cammeo Pietra dura su cui è inciso un disegno a rilievo. Sebbene fossero già usati circa 4000 anni fa in Mesopotamia per imprimere sigilli su materiali morbidi, i primi cammei con funzione meramente ornamentale furono prodotti in Grecia attorno al 400 a.C., destinati a essere applicati ad anelli e pendenti. Tra i materiali più apprezzati per la loro realizzazione figuravano smeraldi, ametiste e diamanti, e più spesso pietre semipreziose come l'agata, la sardonice e la corniola. Il disegno veniva inciso nello strato superiore, di colore più chiaro; non di rado tuttavia si lavoravano fino a quattro strati di colori diversi. I soggetti preferiti erano ritratti di persone, divinità o figure mitologiche.
Quando, nel I secolo a.C., la maestria degli artisti greci raggiunse Roma, i cammei vennero molto in voga tra i patrizi e furono prodotti in vari formati. Con la crisi dell'impero romano e il contemporaneo declino nelle tecniche di lavorazione, si ebbe un calo nella richiesta e la produzione venne abbandonata per diversi secoli. I più antichi venivano tuttavia ancora ammirati e per tutto il Medioevo rimasero in uso come ornamenti per scrigni, reliquiari e corone. Tornarono in voga nel Trecento, soprattutto in Italia, quando si affermò una vasta produzione di cammei in calcedonio raffiguranti insegne nobiliari o simboli cristiani. Nel secolo successivo gli artisti si rifecero alle incisioni dell'antichità, e i cammei riacquistarono la funzione di oggetti ornamentali da applicare su spille, anelli e medaglioni.
Se in epoca barocca l'interesse per i cammei parve svanire, essi tornarono a riscuotere grande successo nel Settecento, grazie a famosi glittografi quali l'inglese Burch, il francese Guay e l'italiano Pichler. La tecnica d'incisione implicava l'uso di uno strumento a rotella inumidito con un miscuglio di olio d'oliva, smeriglio e polvere di diamante. Sebbene i ritratti fossero ancora i soggetti più diffusi, non di rado i cammei rappresentavano temi storici, allegorici o d'ispirazione classica. I monili antichi venivano spesso copiati mediante calchi di cera e zolfo o rifatti in pasta di vetro, invecchiati artificialmente e venduti come autentici ai collezionisti. Nel Settecento Josiah Wedgwood propose imitazioni di cammei nelle sue ceramiche; cominciarono da allora a diffondersi cammei ricavati dalle conchiglie, di lavorazione meno raffinata, che furono in voga per tutto il XIX secolo e di cui l'Italia è tuttora uno dei maggiori centri di produzione. |
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